Quest’anno le iscrizioni a Gravità Zero hanno di gran lunga superato le nostre aspettative, nonché a malincuore, i posti disponibili.
È stato purtroppo necessario operare una selezione che non è di merito, nè ha a che fare con la bravura dei singoli gruppi, ma solo con la volontà di creare serate variegate, ma al contempo coerenti.
Ci sarebbe piaciuto farne dieci, quindici o venti con questo format, ma non sarebbe stato possibile farlo senza essere invadenti nei confronti dei nostri vicini di casa e senza sovraccaricare di lavoro noi e gli altri attivisti dello Scugnizzo Liberato, già impegnati nella gestione delle attività quotidiane dello spazio, di una già fitta programmazione musicale e della politica dal basso in città.

Ma il successo di G0 ci impone due considerazioni:
Al terzo anno di attività, la formula di una rassegna così underground e lontana dai soliti contest, dimostra di avere sempre più presa su pubblico e artisti della città. Qualcosa, all’interno del modo di vivere la musica da parte del NaDir Collective e dello Scugnizzo, funziona e di questo ne siamo estremamente felici.
Ma soprattutto, oggi, a Napoli, c’è fame di musica live.

Questo perché il pubblico e i musicisti hanno appetito e bocca buona, ma anche perché una delle considerazioni che ci ha spinto a dare vita al progetto NaDir, la mancanza di spazi a disposizione della musica live in città, si sta aggravando.
Sempre più locali scelgono di omologarsi all’attuale standard musicale, di rinunciare ad una proposta culturale originale per evitare di chiudere, come recentemente accaduto al CellarTheory Live, ma anche a molti altri club schiacciati dal peso di oneri economici insostenibili.
Perché proporre musica nuova, costa fatica, ma anche denaro. E mai più che oggi, il campo di battaglia è ostile.

Davanti a questa situazione, pensiamo che sia fondamentale il supporto della comunità di musicisti e fruitori di concerti a tutte le iniziative valide che operano in questo senso, che sia fondamentale che chi ha forze e volontà per dare vita a momenti dedicati alla musica dal vivo occupi tutti gli spazi disponibili per farlo (in senso letterale e non).
Leggevamo in questi giorni della proposta di alcuni musicisti di organizzare una rassegna simile alla nostra in una città della nostra regione, che addirittura ci citerebbe nel nome. Non sappiamo se e quale volontà critica nei nostri confronti alimenterebbe questa scelta, ma non ci interessa.
Davanti a questo fenomeno non possiamo che essere ancora più fieri del lavoro fatto.

Il format di Gravità Zero nasce proprio con l’idea di essere replicabile da chiunque, un virus virtuoso che desideriamo ardentemente si diffonda in tutti i quartieri e le città dove si sente la mancanza della musica originale dal vivo.
Ogni giorno speriamo che tutta l’Italia si trovi senza peso, che questa “non gravità” possa coinvolgere tutti, che un giorno tutte le band che hanno sentito l’esigenza di scriverci, trovino spazio all’interno dell’universo che stiamo contribuendo a creare.
Magari non da zero, ma seguendo la stella polare di un mondo musicale che chiede sempre più spazio.