hack the city / make the city
Workshop e dibattiti su Beni Comuni, turismo, periferie


HACK THE CITY!
Beni comuni emergenti nella metropoli
Autogoverno, territori e cooperazione sociale: concetti, narrazioni e tecnologie

Le esperienze dei beni comuni emergenti nei territori metropolitani rappresentano la capacità di costruire resistenze comunitarie e articolate alla miseria della crisi e alla barbarie della disgregazione sociale e del razzismo, e al tempo stesso la sfida di ridisegnare le relazioni sociali al di là dei confini e delle regole della società neoliberale e capitalistica. Proprietà, lavoro, gestione, territorio, democrazia: i principali elementi dell’ordine sociale basato sulla dicotomia Stato-mercato vengono decostruiti e reinventati. La produzione autonoma, le prassi di cura, la costruzione di reti di cooperazione, mutualismo e welfare dal basso, diventano radici di organizzazione ed esperimenti di nuove formazioni sociali che innervano i territori metropolitani risignificandoli in una prospettiva trasformativa. Mappare, raccontare, federare e potenziare queste esperienze, condividere strumenti, saperi e tecnologie, contaminare culture, linguaggi, forme di vita, creare consapevolezza, prassi comune e organizzazione, è la prospettiva che proviamo a mettere a fuoco.
A partire dalla discussione sui contenuti del libro su “I beni comuni: l’inaspettata rinascita degli usi civici”; dalle narrazioni delle esperienze di autoproduzione, mutualismo, uso collettivo degli spazi delle comunità dei beni comuni emergenti e dei circuiti di cooperazione nel territorio metropolitano; dalla condivisione di strumenti di alcuni esperimenti di autonomia finanziaria e tecnologie gestionali di autogoverno e produzione autonoma; da questi punti vogliamo riprendere un laboratorio collettivo di riflessione e azione comune che in questi anni soprattutto a Napoli ha dimostrato il suo potenziale trasformativo.

TAVOLA ROTONDA
Gli usi civici e collettivi urbani: autogoverno e nuove istituzioni (30 min)
Pierluigi Vattimo _ il comune come modo di produzione
Peppe Micciarelli _
Nicola Capone _
Tecnologie del comune: moneta, algoritmi, circuiti e forme di vita (20 min)
Emanuele Braga (Macao, Milano) _ CommonCoin e produzione sociale
Alessandro Tartaglia (Scuola Open Source) _ Piattaforme cooperative e nuove istituzioni

Le esperienze dei beni comuni emergenti nel territorio metropolitano (20 min)
Comitato ex Convitto Monachelle (Pozzuoli) _ autonomia alimentare, territori e partecipazione
Terranostra occupata (Casoria) _ produzioni agricole fuorimercato, ecologia politica e consumo
CortoCircuito Flegreo (Napoli e zona flegrea) _ filiera corta, km0, lavoro e agricoltura biologica

DIBATTITO SU NARRAZIONI E PROGETTUALITA COMUNI
Partecipano e intervengono:
CAP 80126 – Centro Autogestito Piperno (Napoli, Soccavo) _ mutualismo in periferia; Zero81 – Laboratorio di mutuo soccorso (Napoli, centro storico) _ birrificio artigianale; NaDir \ Napoli Direzione Opposta Festival _ cooperazione sociale e produzioni musicali e culturali indipendenti; Scugnizzo Liberato laboratorio di mutuo soccorso (Napoli, Montesanto) _ mutualismo e botteghe artigiane; Giardino Liberato Di Materdei (Napoli, Materdei) _ ;Ex OPG Je so pazzo (Napoli, Materdei) _ ; Santa Fede Liberata (Napoli, centro storico) _ ; Lido Pola liberato (Napoli, Bagnoli-Coroglio) _ autocostruzione, gestione comunitaria e musica underground dentro e contro la devastazione dei territori; a seguire interventi aperti.
La discussione potrà continuare attraverso scambi, conoscenze, demo, chiacchiere, negli spazi del festival

Istruzioni per l’uso
Interventi:
limite di tempo 7-10 min per le prime due sessioni della tavola rotonda
5-7 min per la terza sessione,
3-5 min per il dibattito
è utile accompagnare i documenti con testi, documenti, foto, abstract, link da far girare in cartaceo e in rete prima e durante l’incontro
è apprezzata la preparazione di contributi che siano frutto di una discussione ed elaborazione collettiva all’interno delle singole realtà, reti, comunità
Argomenti: come board organizzativo abbiamo sollecitato alcune domande e temi indicativi per i partecipanti da intendere come spunti di discussione
Demo: ogni realtà può portare materiali (cartelloni, video, foto, oggetti) e proporre dimostrazioni ed esposizioni di progetti e attività presso uno degli stand del festival

 


MAKE THE CITY!
Turistificazione dei centri storici e abbandono delle periferie
Workshop: contenuti, strumenti e metodologie per mappare, raccontare, proporre, organizzare resistenze e alternative alla città neoliberale

L’aumento spropositato dei flussi della mobilità turistica mondiale, trainato dalle tratte aeree low-cost e dalle app del capitalismo di piattaforma, sta investendo pesantemente le città con un impatto sull’economia e lo sviluppo urbano. Soprattutto nelle città del sud Europa e del Mediterraneo, l’economia turistica sta diventando l’unica alternativa alla desertificazione produttiva e industriale e all’impoverimento sociale divenuto drammatico in questi anni di crisi, generando nuovi squilibri e nuovi problemi di gestione amministrativa che assumono il volto di un ricatto neocoloniale. Lo spazio urbano diviene terreno di accumulazione: cambiano l’aspetto dei quartieri storici, la distribuzione della proprietà immobiliare, la qualità degli insediamenti, le destinazioni d’uso di edifici, strade, piazze, negozi, la composizione sociale del lavoro, la rappresentazione e la regolamentazione degli spazi pubblici. Un enorme giro d’affari in gran parte esterno a qualsiasi meccanismo di gestione amministrativa pubblica, prelievo fiscale, contrattazione collettiva e perciò fuori controllo. Gli effetti sono in alcuni casi molto pesanti: aumento generalizzato dei fitti, concentrazione della proprietà immobiliare, espulsione degli abitanti delle classi popolari, gentrificazione, privatizzazione dello spazio pubblico, appiattimento culturale, evasione fiscale, lavoro nero, precarietà. A fronte di tutto ciò vengono sempre più meno politiche adeguate sulla gestione dei servizi pubblici e sulla garanzia dei diritti sociali, la pianificazione urbana lascia il posto alla speculazione, e la città in quanto valore d’uso è relegata all’abbandono e all’iniziativa privata mentre viene salvaguardato il suo capitale culturale come valore di scambio.
Raccogliere, analizzare e comprendere dati, tendenze e qualità di queste trasformazioni è essenziale per costruire mappe, discorsi e diffondere saperi su un fenomeno che investe gli abitanti delle città. Sempre più nei prossimi anni sarà fondamentale creare alleanze sociali, sviluppare resistenze e programmi di intervento, costringere le amministrazioni locali a intervenire ristabilendo la priorità degli interessi pubblici e collettivi contro quelli privati e speculativi.

WORKSHOP
Alessandra Esposito _
Nodo napoletano rete SET _