Oggi è Primo Maggio, una data che per anni ha rappresentato un momento di esperienze condivise e rivendicazioni forti.

Oggi purtroppo è stata svuotata di senso collegandola ingenuamente solo a quel carrozzone mediatico e sindacale che è il Concertone romano. Scegliamo di non restare in silenzio su quello che sta avvenendo.
Fare una festa per lavoratori e lavoratrici nelle attuali condizioni è uno schiaffo in faccia a chiunque stia affrontando questa situazione.
Sarebbe stata una buona occasione per parlare di sicurezza sul lavoro, del mondo che dobbiamo prepararci ad affrontare, della piaga del nero che in questo settore colpisce tutte e tutti, invece di propinare una visione buonista di pace sociale, del #celafaremo, della #musicasalvatutti.

Il video che vedete qui sotto è composto da tanti volti “noti”, sono lavoratori e lavoratrici dell’arte napoletani, le abbiamo ospitate all’interno dello Scugnizzo Liberato diverse volte, si muovono nello stesso mondo in cui ci muoviamo, spesso hanno supportato il nostro lavoro e adesso stanno subendo in prima persona la crisi che sta attraversando il mondo.

Vogliamo condividere il loro video e spingere a supportare questa iniziativa così come le numerose che stanno nascendo in questi mesi, loro hanno scelto di restare in silenzio artistico ma non critico.
Anche noi stiamo sostenendo in prima persona, come lavoratori e lavoratrici dell’arte, ma è un discorso che rompe la categoria e va anche oltre, a chiunque abbia mai usufruito di un prodotto artistico, e che dovrebbe rivendicare questa battaglia e farla propria, e quindi anche da appassionate e appassionati.
In Direzione Opposta, sostenendo questo mondo a cui partecipiamo in diversi modi, imparando a ragionare anche strategicamente, perché se oggi siamo ancora deboli, da domani sarà guerra su tutti i fronti: a chi ci propone contratti a nero, a chi si rifiuta di fornirci adeguati mezzi di sicurezza, alla qualità sottopagata, a chi ci vuole invisibili.