Approdiamo alla 4a edizione del festival, un traguardo che fino a qualche mese fa sembrava irrealizzabile e che adesso ci appare sempre più vicino.

In questi anni abbiamo misurato su noi stessi tanti cambiamenti e tante evoluzioni, abbiamo assaporato il rischio vincendo sfide impossibili, altre volte siamo tornati a casa sapendo che avremmo potuto fare molto di più e non ci siamo riusciti.
Ci siamo fermati e abbiamo riflettuto e per un altro anno sapevamo che non potevamo stare a casa.
Siamo cresciuti assieme a questo festival nutrendolo delle nostre esperienze, abbiamo portato a Napoli gruppi di caratura nazionale e gruppi piccolissimi che ci hanno reso immensamenti felici.

Adesso, in uno scenario in cui il vuoto pneumatico della programmazione concertistica estiva napoletana che ci ha spinto quattro anni fa a dare vita al NaDir Festival è stata sostituita da una miriade di manifestazioni grandi, piccole, pubbliche e private, indipendenti e non, pensiamo sia il momento che NaDir vada ancora una volta in direzione opposta.
Crescendo ancora, modificandoci provando ad aprire il festival alla città di Napoli e al quartiere Soccavo che ci ospita, come punto di riferimento per l’aggregazione e la socialità di una periferia che stenta a trovare occasioni per praticarla, come punto di arrivo e di partenza del lavoro politico annuale dei collettivi dietro al festival e occasione di incontro confronto riflessione a 360° sul mondo che ci circonda.

COS’È CAMBIATO?
Da qui l’esigenza di migliorare lo spazio che all’interno del nostro festival abbiamo sempre dedicato a incontri, presentazioni, proiezioni, dibattiti e assemblee ma anche e soprattutto ad attività ludiche sportive e sociali dedicate agli abitanti di tutte le età del quartiere.
Esigenza che va di pari passo con quella di dedicare a questi momenti uno spazio apposito riservato, aggiungendo alla nostra classica formula di tre giorni altri due giorni ad ingresso libero, per vivere al meglio la parte conviviale del NaDir Festival.
Da qui un approfondimento che è in preparazione e si estenderà durante tutta la durata del festival e che come la LineUp musicale scopriremo durante i giorni che ci separano dall’inizio del festival.

LA MUSICA DAL VIVO
Protagonista dei tre giorni principali del festival sarà la musica dal vivo.
Guarderemo come sempre alla musica indipendente prodotta dalla nostra città, così come a quella di respiro nazionale, ai linguaggi musicali che il nostro festival ha sempre parlato così come a quelli che ha conosciuto solo in alcune occasioni, al pubblico che ci segue da anni ed a quello che ancora non ci conosce, alla Napoli a cui da tre anni cerchiamo di mostrare la forza delle periferie ed a quella che le vive.
Con un occhio di riguardo a quella musica che sembra essere rimasta tagliata fuori dai cartelloni, in una fase culturale che ha visto i gusti di buona parte del pubblico cambiare sensibilmente e il mercato arroccarsi intorno ai pochi, pochissimi nomi che all’interno della tradizionale formula festival/concerto ancora rappresentano un porto sicuro in termini di risposta di pubblico (forse in maniera eccessiva rispetto al valore artistico che ancora rappresenta e al gradimento di una parte significativa di pubblico che ancora la segue.)
E tutto questo non sarebbe possibile se non fosse cresciuta anche la costellazione di collettivi, corpi, menti che sta dietro il NaDir Festival.

UN OCCHIO AL PASSATO, UNO ALL’INFINITO
Negli ultimi anni i collettivi legati a molti degli spazi liberati napoletani si sono avvicinati sempre di più, mettendo in comune un patrimonio di esperienze, saperi e risorse che ha permesso di creare uno spazio di comunicazione e relazione che qualche anno prima sembrava impossibile. Una mescolanza di pratiche diverse ma allo stesso tempo un incontro di conoscenze simili che ha portato a nuove esperienze.
Fra le prime esperienze di lavoro condiviso tra i compagni e le compagne di Scugnizzo Liberato, Lido Pola, Zero81 – Laboratorio di mutuo soccorso, Laboratorio Politico Iskra, CAP80126 c’è stata, quasi come laboratorio delle riflessioni a venire, la costruzione della parte più strettamente politica e territoriale delle scorse edizioni del nostro festival.
E possiamo dire con una punta di orgoglio che è anche per questo, oltre che per la carica simbolica di queste parole, che al momento di darsi un nome e un’identità come soggetto, questa rete ha scelto di presentarsi proprio come Napoli Direzione Opposta.
Quest’anno NaDir Festival non vuole essere più il punto d’arrivo del lavoro annuale del NaDir Collective e della Rete Scacco Matto dello Scugnizzo Liberato, prodotto con il supporto fondamentale dei compagni di altre strutture e in particolare del presidio territoriale del Comitato Soccavo prima e del CAP 80126 – Centro Autogestito Piperno poi, ma il festival con cui una rete di relazioni, collettivi, soggetti che vivono gli spazi liberati prende parola sulla produzione culturale, sulle forme di aggregazione e socialità, sul diritto alla città, sulla questione delle periferie e su tanti altri temi una tela di spazi e persone che va dal Centro Storico a Bagnoli, da Soccavo alla provincia di Napoli.

Un nuova meta, un nuovo equipaggio e una nuova rotta, sempre lo stesso viaggio in Direzione Opposta, mosso dalla stessa passione e dallo stesso amore che, diceva il poeta, muove il Sole e le altre stelle.

(il giochino della LineUp lo conoscete in molti, dovrete aspettare ancora qualche giorno per avere la lista definitiva degli artisti)

NaDir IV / Napoli Direzione Opposta Festival

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